• miria uras architetto

cosa t'intrometti

#l'architettura è femmina


Oggi sono arrabbiata e amareggiata, non ho neppure voglia di mettere da parte i pensieri che me lo fanno essere, anzi ho deciso di scriverne.

archivio Frida Kahlo

Questo umore è stato causato da una mail in riferimento a un lavoro che sto eseguendo come progettista e direttore lavori, non posso dare altre indicazioni per questione di privacy.

Posso dire che si tratta di un restauro di parte di edificio del XVII sec.

Il punto che mi ha fatto innervosire è un insieme di situazioni e atteggiamenti che con la mail ricevuta si sono confermati.

Ho seguito in modo attivo sia il progetto che la direzione lavori, mettendoci il cuore e le mie conoscenze.

Ma quando ti imbatti in maestranze e tecnici per cui io, in quanto donna sono e rimango, qualunque cosa faccia, una che si occupa di argomenti da uomini, la loro considerazione nei miei confronti passa dall'accondiscendenza paternalistica o piaciona allo sguardo “da cosa ti intrometti”.

Florian Nicolle - Illustrations

Non lo sopporto mi fa andare su tutte le furie.

Tamara de Lempicka

Avessero un fondamento potrei farmene una ragione ma ragione non c'è, il lavoro giunto al termine è buono i lavori progettati e appaltati sono stati eseguiti con grande fatica per farmi ascoltare e per far realizzare le opere come avevo definito. Solo un dettaglio è andato storto proprio a seguito dello sguardo “da cosa ti intrometti” che evidentemente mi è sfuggito e zàc hanno fatto di testa loro.

Ed ecco arrivare la mail del committente.

La mia professione è un lavoro attraverso il quale mi sostengo e non consento a nessuno di mettere in discussione la mia reputazione professionale, non è una questione di ego è spirito di conservazione.

Scrivendo questi pensieri liberi mi rendo conto che la mia rabbia non deriva tanto dall'atteggiamento subito ma dal fatto che per un momento ho consentito a me stessa di guardarmi con lo stesso sguardo “da cosa ti intrometti”.

É stato un attimo ma c'è stato.