• miria uras architetto

LA CASA D' ADAMO ED EVA

Si sa, vivevano in un giardino chiamato Eden e per aver mangiato il frutto proibito dell'albero del bene e del male vennero cacciati dal paradiso terrestre.

Adamo ed Eva furono sorpresi dal vento e dalla pioggia, dalla terra dura sotto i piedi, provarono il freddo e il dolore, ebbero la percezione del pericolo. Conobbero il peso e le difficoltà della vita terrena ebbero bisogno di trovare un riparo un luogo protettivo, una casa.

Come poteva essere questa prima casa ?

Non voglio fare un trattato sulla cultura abitativa e sull'architettura della casa, preferisco soffermarmi e indugiare in un “divertissement” per immaginare la prima mitica casa di Adamo ed Eva sulla terra.

Eva sostenuta dalla sua intuizione e da un sapere innato suggerì di costruire un riparo. Serviva una casa.

Adamo non aveva idea di cosa stesse parlando, Eva, invece aveva tutto ben chiaro in testa.

Trovò un luogo riparato dai venti forti, ben esposto per accogliere il sole tiepido, vicino all'acqua del fiume e del mare ma non troppo, e con una vista magnifica.

Lo spazio non mancava.

Eva voleva che l'insieme della proprietà (anche se c'erano solo loro due e gli animali ) assomigliasse al giardino dell'Eden, dove avevano vissuto fino a poco tempo prima. La tensione a tendere al divino.

Si misero al lavoro, la casa non doveva essere enorme, ma spaziosa e ariosa, Eva volle che ogni stanza avesse grandi finestre dalle quali ammirare il giardino, la vista mozzafiato, dovevano essere ben collocate per consentire un buon raffrescamento nell'estate e accogliessero il sole nell'inverno.

Adamo non era del tutto convinto, bastava un riparo sulla testa, andava bene anche quella grotta che avevano visto passando.

La determinazione di Eva e la sua passione per tutto ciò che la circondava, il suo inspiegabile sapere delle cose della vita, lo coinvolsero e senza fare domande la seguì nel suo progetto.

Dopo un periodo mediamente breve, tenuto conto che fecero tutto loro due con l'aiuto di qualche animale che nel frattempo erano riusciti ad addomesticare, conclusero la prima casa sulla terra.

Eva, sistemate le cose, capì subito che sarebbero stati necessari dei cambiamenti e qualche piccola modifica per fare in modo che la prima casa fosse allineata con le loro esigenze e funzioni vitali, perché da quando erano caduti sulla terra, cominciavano a conoscere.

Eva intuì che avrebbero dovuto ricavare delle stanze in più per quanto sarebbero arrivati i figli, Adamo anche in questo caso non sapeva bene di cosa stesse parlando ma si adeguò con piacere.

Le camere, disse Eva , dovranno essere uguali in dimensione e forma, per evitare gelosie tra fratelli ( ma questa è un'altra storia).

Nella mia fantasia la casa di Adamo ed Eva, è una via di mezzo tra una villa moderna, immersa in un giardino, la casa sull'albero di Tarzan e Jean e le costruzioni sulle palafitte dei resorts in luoghi esotici.


Mi piace immaginare Adamo ed Eva come raccontati nel libro di Mark Twain ne“I diari di Adamo ed Eva”con ironia .“Nonostante il loro essere spesso in contrasto, Adamo alla fine confessa:

"‘Ovunque lei fosse, quello era l’Eden’”.



Villa Malaparte- arch. Alberto Libera- Capri
casa a Canoas, Oscar Niemeyer Rio de Janeiro Brasile
casa a Canoas, Oscar Niemeyer Rio de Janeiro Brasile

“Quasi inseguendo l’immagine di una prima casa, giusta perché prima, perduta ma sempre presente in noi come archetipo. L’immagine dell’abitazione originaria non si ritrova soltanto nei testi dei teorici dell’architettura. ….Molti maestri dell'architettura nella loro evoluzione, ne approfondirono il tema proprio per introdurre radicali innovazioni dell'abitare....Riflettere, come per secoli è stato fatto, sulla «casa di Adamo » non è altro che affrontare direttamente le ragioni fondamentali del costruire e dell’abitare, in rapporto a tutta la nostra vita, ed è perciò un’impresa perennemente attuale e necessaria, perché

«il paradiso è un ricordo e, insieme, una promessa».”


Come la immagini tu?



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