• miria uras architetto

La casa dei genitori


Avere a che fare con la casa dei genitori, dove si è cresciuti dove si sono costruiti ricordi, dove si sono sognati sogni e vissute disperazioni, non sempre è facile, ci tocca fare i conti con noi stessi osservare attoniti le emozioni, percepire dei movimenti nell'anima e nel cuore assopiti o dimenticati.

Fortunatamente ho ancora la mia mamma ma ho vissuto qualcosa di simile, dopo che è morto mio papà, nei confronti di una casa dove andavamo a passare l'estate. Vedere quella casa spogliata di tutto mi è parso un abbandono l'ho percepito come un tradimento a ciò che quella casa aveva rappresentato nella mia vita ma sopratutto nella vita dei miei genitori. I loro sacrifici la dedizione e la cura con cui era stata costruita e vissuta.

Se razionalmente capisco che ciò che è stato buttato, regalato, riciclato erano solo oggetti ho provato dolore, malinconia e rimpianto per averla vissuta troppo poco e ancor più troppo poco vicino a mio papà.

Il mio pensiero è andato a chi eredita una casa e deve venderla oppure ristrutturarla, ho pensato alla grande fatica emotiva che si porta dietro questa azione.


Che cos'è la casa della memoria?


"E' quella che si scrive nel ricordo di ciascuno, nello spazio condiviso e flou di tutte le storie. Non è più un luogo, quanto dei ricordi che sono incisi dentro, frammenti di scene familiari, odori che hanno costruito la nostra esistenza.

Di questo puzzle senza un disegno preordinato, rimane un insieme che col tempo si modifica lentamente, un pezzo che si aggiunge e un altro, chissà perché si perde nell'oblio.

Per qualcuno è un pensiero felice cui ricorrere nei momenti duri, per altri un incubo che si vorrebbe dimenticare.

Ma che ritorna sempre.

Ci si può astrarre da quelle mura che hanno costituito le fondamenta del nostro essere?

E' possibile, se ci mettiamo d'impegno a esorcizzare i vecchi fantasmi con ogni mezzo di cui siamo capaci.

….....

Per un po ho pensato di dover recuperare la casa lasciatami dai miei, portare la vita dove sentivo la morte.

...............

Camminando per le stanze sentivo quasi un dovere di non lasciare andare i ricordi, anche se non tutti erano belli. Ma l'avvertivo come un respiro bocca a bocca a qualcuno che era sul punto di morire. Mi sforzavo di immaginare la cucina trasformata e i nuovi spazi riempiti di amici, un giardino per le serate d'estate, un camino per l'inverno.Non potevo ignorare che mia figlia adolescente non voleva seguirmi nell'impresa e cosa avrei fatto sola in un universo che non corrispondeva da troppo tempo alla mia vita ?

Solo per onorare la memoria?"

…...........

Tratto da "Nel cuore dell case" di Donatella Caprioglio.

"Entrare, prendere possesso, vivere in quella casa, furono azioni ben diverse da ciò che in passato avevo già sperimentato. Mi trovavo improvvisamente a contatto con tutti quei mobili ed oggetti, che rimandavano alle mie origini...........

La storia della mia famiglia era nelle mie mani. Ma contemporaneamente, dovevo ricavare in quel luogo i miei spazi, fare della casa delle mie origini la mia casa. Dovevo, decidere cosa tenere e cosa scartare e, come una chiocciola, dall'interno, costruirmi la mia conchiglia il mio guscio.

Tratto da " Il linguaggio segreto della casa" di Roberto Pinetti.


Per tutto ciò e molto altro non mi interessa parlare o scrivere solo di stile e arredamento, in una casa c'è così tanto, la nostra casa è la manifestazione concreta, materiale della nostra anima. Lo stile il design è solo un mezzo per rappresentarla al meglio.


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